NONOSTANTE IL CALO DI PRODUZIONE DI UVA RISPETTO AL 2018, L’ITALIA SEMBRA CONFERMARSI IL 1° PRODUTTORE MONDIALE DI VINO. 

A dispet­to di una ven­dem­mia infe­rio­re rispet­to gli anni scor­si, con una pro­du­zio­ne che si atte­ste­rà sui 46 milio­ni di etto­li­tri (-16% rispet­to al 2018), l’Italia si conferma

pri­mo pro­dut­to­re mon­dia­le di vino, con Fran­cia e Spa­gna fer­me tra i 40 e i 43 milio­ni di ettolitri.

Que­sti alcu­ni dei dati emer­si nel cor­so del­la con­fe­ren­za stam­pa di pre­sen­ta­zio­ne del­le pre­vi­sio­ni ven­dem­mia­li nazio­na­li 2019, orga­niz­za­ta pres­so il Mini­ste­ro dell’Agricoltura.

“Con la ven­dem­mia 2019 rien­tria­mo nel­la media degli ulti­mi anni, con una qua­li­tà varia­bi­le tra il buo­no e l’eccellente a secon­da del­le zone, che ci per­met­te di guardare 

con fidu­cia e otti­mi­smo al futu­ro” ha spie­ga­to Erne­sto Abbo­na, pre­si­den­te di Unio­ne Ita­lia­na Vini (V.I.V.)

“Il pri­ma­to pro­dut­ti­vo mon­dia­le è con­fer­ma­to, ma all’interno di un con­te­sto geo­po­li­ti­co dif­fi­ci­le, dove arri­va­no segna­li pre­oc­cu­pan­ti da alcu­ni mer­ca­ti per noi impor­tan­ti, men­tre nuo­ve pro­spet­ti­ve si apro­no gra­zie agli accor­di di libe­ro scam­bio” ha con­clu­so Abbona.

“Il vino ita­lia­no ha ormai con­so­li­da­to un impor­tan­te per­cor­so di inter­na­zio­na­liz­za­zio­ne, vei­co­lan­do l’offerta ver­so pro­dot­ti di mag­gio­re qua­li­tà e gra­di­men­to nei mer­ca­ti este­ri” ha dichia­ra­to Raf­fae­le Bor­riel­lo, diret­to­re gene­ra­le Ismea. “Gli effet­ti e l’efficacia di tali poli­ti­che sono con­fer­ma­te dal costan­te aumen­to del fat­tu­ra­to lega­to all’export, qua­si rad­dop­pia­to negli ulti­mi die­ci anni. Sul futu­ro pese­rà il caso Bre­xit e l’incertezza del nuo­vo asset­to geo­po­li­ti­co mon­dia­le, dove si impor­ran­no stra­te­gie sem­pre più com­ples­se, arti­co­la­te e fles­si­bi­li” ha spie­ga­to in con­clu­sio­ne Borriello.

“La varia­bi­li­tà del meteo ha pesa­to in manie­ra deci­si­va sul­la ven­dem­mia 2019, regi­stran­do un’inversione di rot­ta rispet­to l’annata pre­ce­den­te, mol­to gene­ro­sa e la con­so­li­da­ta varia­bi­li­tà meteo­ro­lo­gi­ca e lo spo­sta­men­to cli­ma­ti­co da tem­pe­ra­to a cal­do ari­do ha deter­mi­na­to l’irregolarità del ciclo vege­ta­ti­vo del­la vite”. Ha affer­ma­to il Pre­si­den­te di Assoenologi.

L’abbondante pro­du­zio­ne ita­lia­na del 2018, ha avu­to effet­ti nega­ti­vi sul­le quo­ta­zio­ni dei vini e a subi­re mag­gior­men­te la ridu­zio­ne dei listi­ni sono sta­ti i vini comu­ni, più espo­sti alle dina­mi­che del mer­ca­to inter­na­zio­na­le. Nel com­ples­so il mer­ca­to dei vini comu­ni 2018/2019 ha subi­to un ribas­so con­si­sten­te (-27%), men­tre più con­te­nu­ta è sta­ta la ridu­zio­ne per i vini Doc e Docg (-6%), dimo­stran­do che i vini di qua­li­tà han­no mer­ca­ti più consolidati.

Il mer­ca­to este­ro ha ini­zia­to posi­ti­va­men­te e nei pri­mi 5 mesi del 2019 le espor­ta­zio­ni ita­lia­ne si atte­sta­no sugli 8,6 milio­ni di etto­li­tri (+11%), con una pro­gres­sio­ne del valo­re che ha rag­giun­to i 2,5 miliar­di di euro (+5,5%).

Per quan­to riguar­da le espor­ta­zio­ni, si regi­stra una pro­gres­sio­ne più mar­ca­ta ver­so i pae­si dell’Unione Euro­pea (+14% sul volu­me e +6% in valo­re), rispet­to ai pae­si ter­zi (+6% e +5%). Con­ti­nua poi la cre­sci­ta degli spu­man­ti, con il Pro­sec­co che cre­sce oltre il 20% in volu­me e valo­re, e con la con­fer­ma dei dati che le espor­ta­zio­ni ver­so i mer­ca­ti este­ri rap­pre­sen­ta­no uno sti­mo­lo fon­da­men­ta­le per il set­to­re, dal­le qua­li pro­vie­ne qua­si la metà del suo fatturato.

 

 

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